I tatuaggi più brutti dei calciatori: Qualcosa è andato storto

«Ma come gli è venuto in mente di farsi quel tatuaggio?». In molti, davanti alla televisione, se lo sono chiesti guardando i fisici pieni di inchiostro di alcuni calciatori. Ovvio, «non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace» vale anche in questa circostanza, ma certi disegni di alcuni campioni del pallone lasciano un po’ perplessi. Dubbi che non fanno distinzione di categoria, visto che nel mirino dei critici c’è finito pure il grande Leo Messi, «colpevole» di essersi completamente colorato di nero una parte della gamba sinistra, come se avesse un parastinchi permanente.

A dire il vero, però, i più pericolosi sono quelli sul collo. Ne sa qualcosa il romanista Diego Perotti, che ha coperto il bacio della sua ex fidanzata con una scarpa da calcio che colpisce un pallone: a detta di tanti il tatuaggio più brutto della Serie A. Spera di non lasciarsi mai Cyril Thereau, attaccante della Fiorentina, anche lui con lo stampo della bocca della fidanzata impresso sul collo. Convince poco pure il teschio del brasiliano Kenedy del Chelsea, mentre l’enorme rosa rossa del belga Radja Nainggolan divide i commentatori: per molti è bellissima, per altri esagerata.

Il portoghese Quaresma si è spinto oltre tatuandosi sul viso, il giovane Nile Ranger addirittura all’interno del labbro inferiore. Un po’ di confusione sul corpo di Arturo Vidal e i capelli non aiutano – così come sulla schiena di Zlatan Ibrahimovic, mentre l’ex calciatore Daniel Agger per hobby fa il tatuatore, però quella catena al collo è il pezzo più brutto della sua «collezione». La cosa importante è evitare ritratti: Neymar ha provato col volto della sorella, mentre il serbo Uros Vitas si è superato disegnandosi addosso solo occhi, bocca e naso della fidanzata. Rivedibili.

Al giorno d’oggi, comunque, se uno non è soddisfatto può sempre farselo rimuovere. Oppure coprirlo, appunto: basta stare attenti a non peggiorare la situazione.